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Cosa accadde quando musica e poesia volgare, fuse dalla performance in un’esperienza viva e penetrante, entrarono a far parte della predicazione? Fu così che agli inizi del Duecento, attorno alla figura di Francesco d’Assisi, prese forma un modo nuovo di comunicare la fede: canto, uso espressivo della lingua materna, oralità e partecipazione collettiva divennero i tratti distintivi di una spiritualità capace – come forse mai prima – di parlare al cuore della gente. Poco dopo la metà del secolo la progressiva clericalizzazione dell’Ordine minoritico tentò di arginare la portata del fenomeno relegandone gli aspetti salienti ai margini della catechesi, ma l’avvento delle confraternite laicali riuscì a riscattare la dignità della lauda trasferendone le funzioni alla sfera rituale, col risultato di assicurarle quella continuità pratica recepita oggi persino nella liturgia. Dai giullari alla contrafactio, dalle processioni ai balli sociali, queste pagine raccontano la nascita e l’affermazione del genere nella temperie francescana delle origini, riportando alla luce un capitolo tanto importante nella storia della cultura italiana quanto negletto dagli studi o ridotto a poche righe di maniera. A corredo dei saggi dei due autori e di un’intervista di Paolo Scarnecchia sulle modalità di approccio al repertorio laudistico, otto tracce audio tratte da una rara registrazione di venticinque anni fa offrono l’opportunità di affacciarsi su quel mondo e assaporarne la potente dimensione sonora e spirituale, restituita attraverso modalità esecutive filologicamente attendibili.